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1936
Guerra di Spagna
Qualcuno disse poi, le prove generali della seconda guerra mondiale, ma andiamo per ordine.
Il popolo spagnolo si pronuncia per la repubblica, la monarchia deve passare la mano.
Il paese dal settembre ’36 è guidato dal socialista Largo Caballero.
Molte rivalse sul clero e sui clericali che avevano fatto da stampella ai latifondisti ed ai “Grandi” di Spagna.
Chiese date alle fiamme, la rabbia del popolo oppresso si sfoga.
Poi tutto passa ai giochi parlamentari, grandi manovre fra socialisti, comunisti, partiti operai e anarchici del Fai e Poum.
Si instaura la repubblica, assegnazione delle terre ai contadini, leggi in favore della classe operaia.
Il movimento anarchico, prevalentemente catalano ed indipendentista appoggia il governo dall’esterno.
Il paese è totalmente in mano al governo repubblicano, si preannunciano grandi riforme sociali.
Ma, dalle truppe stanziate in Marocco si leva la voce del generale Francisco Franco, il Caudillo autoproclamatosi difensore della Fede: Rivolta! o come dicono loro “Alzamiento”.
Con un ponte aereo organizzato dalla Germania nazista e dall’Italia fascista tutte le truppe della “legione straniera” comandate da Franco atterrano nell’ovest della Spagna.
Le truppe marocchine si macchiano largamente di violenze sulla popolazione femminile.
Avanzano verso Madrid, a loro si uniscono legionari fascisti italiani e la copertura aerea è garantita dall’aviazione tedesca.
Il governo democratico chiede soccorso alle democrazie occidentali, la Francia del socialista Leon Blum e l’Inghilterra si limitano a blande dichiarazioni di solidarietà.
Solo l’Unione sovietica manda armi, non truppe ma aviazione, rifornimenti e consiglieri militari, a questo punto è lei che detta le regole alla repubblica.
I Franchisti arrivano a Toledo, si uniscono a loro i cadetti della locale accademia militare, continuano ad avanzare ma Madrid è ancora lontana.
In Catalogna si armano gli anarchici, spontaneamente con armamenti obsoleti e non inquadrati militarmente.
Dapprima il loro aiuto viene bon gre mal gre accettato dalla repubblica, i commissari politici delle varie brigate internazionali e soprattutto Stalin, storcono il naso.
Le brigate internazionali sono composte da volontari antifascisti di ogni parte d’Europa, molti italiani, esuli dal fascismo, almeno 5.000.
Le battaglie che più si sono fissate nella memoria, sono quelle della difesa di Madrid, quella dell’Ebro e una numericamente meno importante ma propagandisticamente di rilievo quella di Guadalajara dove avvenne lo scontro diretto fratricida fra le brigate internazionali italiane e le truppe del CTV il contingente militare dei fascisti italiani.
E il caso Basco. I Baschi erano cattolici di destra ma non fascisti, si allearono con la repubblica in cambio dell’autonomia, il fatto fu preso da Franco come un tradimento, vennero effettuati diversi bombardamenti terroristici sulla popolazione, il più famoso quello di Guernica circa 2000 morti, era un giorno di mercato e molti erano affluiti dai paesi vicini, all’annientamento della loro resistenza seguirono repressioni, incarceramenti ed esecuzioni e la soppressione di qualsiasi autonomia.
Il conflitto interno alla repubblica: il caso più eclatante fu lo scontro armato fra la guardia civil repubblicana e i miliziani del Poum per il controllo della centrale telefonica di Madrid.
Arriva quando i franchisti sono alle porte di Madrid, l’ordine agli anarchici di inquadrarsi in reparti militari con ufficiali, divise mostrine stellette e disciplina.
Gli anarchici si rifiutano, cessano i rifornimenti d’armi per la verità già scarsi in precedenza.
Seguirà una decimazione degli anarchici, una guerra civile nella guerra civile, su ordine di Stalin verranno passati per le armi o imprigionati varie migliaia di anarchici, soprattutto del P.O.U.M.
Come poteva colui che nel proprio dominio aveva instaurato il culto della personalità, accettare di collaborare con chi non riconosceva alcuna autorità?
Poi il 28 marzo '39 cade Madrid ed il primo di aprile il Caudillo annuncia- la guerra è finita.
La repubblica aveva sempre tenuto all'angolo la Catalogna. Fu questo penso l’errore capitale del governo di Madrid, con l’apporto degli anarchici della Catalogna, la regione più industrializzata della Spagna, la Repubblica avrebbe potuto resistere, anche forse trattare una resa onorevole, chissà, ne franchisti ne anarchici alla fine erano tipi da compromessi, magari avere il tempo per consentire un’ espatrio ordinato degli antifascisti. Centinaia di migliaia riuscirono ad espatriare. Ma ne rimasero invece, dopo la battaglia dell’Ebro, intrappolati, varie decine di migliaia, poi puntualmente passati per le armi dai Franchisti.
Ma molti di più dopo la guerra, condannati da tribunali speciali, la vendetta del “Caudillo” fu a dir poco feroce.
N.d.A.
Ho fatto un resoconto il meno fazioso possibile pur se non posso nascondere le mie simpatie per la repubblica e per gli anarchici, mi conoscete, non poteva essere altrimenti.